lunedì 14 gennaio 2013

GRANDI AMORI

Voleva odiarlo per i suoi tradimenti...
Ma lo amò fino a quell'ultimo ,
tragico giorno.
o
Lei,
elegantissima e colta giornalista,
lui ,
ambizioso politico della più potente famiglia americana.
Fu amore a prima vista.
Diventarono la coppia più glamour del mondo,capace di nascondere con classe dolori e segreti.
Come le molte amanti di Mr President.

Il tempo.
Tempo che si comprime e si dilata a seconda della sofferenza o dell'amore che ci metti dentro.
Tempo che gocciola lento,a volte,in una quasi fissità.
O precipita in avanti,un attimo e la tua vita cambia.
A questo pensa Jackie seduta fuori dalla sala operatoria del Park Hospiltal di Dallas.
Voci concitate,gente che piange,l'affanno dei medici che entrano,escono,la folla che rumoreggia fuori.
Ma lei non sente nulla.
Il tempo la porta via.
Guarda i suoi guanti macchiati di sangue.
Come il vestito rosa,come le scarpe.
Tutto il sangue di Jhon.
Sa che lui non ce la farà.
Il tempo non c'è stato.
Per dirsi addio.
I suoi ricordi si riavvolgono come un nastro,ora c'è soltanto bianco.
Bianco avorio del suo vestito da sposa ,quel giorno a Newport.

E' il 12 settembre 1953.
Manca poco alle undici,ora in cui lei,
Jacqueline Bouvier,
sposerà John Fitzgerald Kennedy
.
Jackie è davanti allo specchio.
Le sarte arrivano con l'abito,un corpetto esile una gonna ampia,impreziosita da piccoli cerchi di nastri intrecciati con fiori d'arancio.
Il velo.
E' il velo di sua nonna,in merletto di Venezia.
Intorno a lei è tutto un vociare concitato,ma allegro(non come adesso),carico di promesse

Qualcuno ,le allaccia una sottile collana di perle al collo.
E poi,certo,il bracciale che il giorno prima le ha dato John.
Sorride.
Pensa a John il giorno del loro incontro.
Lei,
giovane giornalista del Washington Time Herald,
doveva intervistare quel rampante congressista.
Il sorriso di John l'aveva rapita,alla fine si erano stretti la mano,sapendo entrambi che non sarebbe finita lì.
Ecco infatti dopo qualche giorno John appoggiato alla staccionata del maneggio.
Lo aveva visto da lontano e aveva lanciato il cavallo al galoppo.
Con grazia nel suo completo da amazzone,era saltata giù e si era avvicinata a lui.
John,futuro presidente degli Stati Uniti d'America,ora la stava aspettando in Chiesa,circondata da tutto il clan dei Kennedy,
un fiore bianco all'occhiello del tight.
Di nuovo l'andirivieni inutile.
Disperato.
E lei,su quella sedia.
Sentinella impassibile nel suo ridicolo tailleur rosa.
Il tempo.
Quanto tempo è passato,si chiede?
Un minuto ,forse due.
Ma basta poco per fuggire da lì.
Ritornare a Newport,al vestito d'avorio,ai duemila invitati,al corteo interminabile di limousine nere,ai prati verdissimi che scivolano dolci fino al mare.

Il mare.






 Vola via ancora ,Jackie,sul mare,ma non è Newport.
Ora è Hyannis Port,nell'enorme tenuta dei Kennedy.
Lei è lì.
Guarda l'aiuola rotonda,le poltrone di vimini da dove il patriarca Joseph e sua moglie Rose osservano i bambini giocare.
Risate.
Corse nel prato.
Tuffi in piscina.
Tempo che scorre lento,come sempre in quei weekend a Hyannis Port.
John sta giocando a football sul prato assieme ai fratelli e agli amici.
Non è più come allora.
John è suo marito.
John non le è fedele.
Da tanto.
Avrebbe voluto fuggire quando l'aveva saputo.
Ma lei ,Jackie ,è la First Lady.
La Casa Bianca,la sua prigione.
Si alza un pò di vento.
John corre verso di lei:"Andiamo?".
Riluttante Jackie lo segue fino alla baia.

Eccola ,la barca di John.
Uno yacht degli anni '30,il Marlin.
John ne possiede altre,più grandi.
Più belle.
Ma ama solo quella.
Come tutto sommato ,ama solo Jackie.
Agile John salta a bordo.

Le tende una mano per aiutarla.
Scioglie le cime.
Il Marlin si stacca dalla banchina.
La vela si gonfia,bianca,tesa.
La bandiera americana sventola a poppa.
Hyannis Port è già lontana.


L'America ha ucciso il suo presidente,pensa Jackie nel suo tailleur rosa.
E' una donna di pietra.
Si rifugia ancora là,in quel pomeriggio sul Marlin.
Aveva un maglione blù,John.
Era bello.
Bellissimo.
Si era messo alla barra del timone.
Lei era accanto a lui,taceva.
Poi ,all'improvviso,il braccio di John intorno alle sue spalle:"ti amo",le dice.
"Perdonami",aggiunge.
Jackie non risponde.
Non può.
Dilaniata tra l'orgoglio e l'amore per John.
Un bacio.
E allora lei si lascia andare.
Cullata dalla sua voce,come il Marlin dal vento e dalle onde.
Sogna Jackie,impeccabile First Lady.
Sogna ancora quella ragazza che ha raggiunto la vetta.

Sogna e si illude che la barca non torni più indietro.
Loro due e basta.
Protetti da quel guscio di legno incorruttibile.
Che li nasconde,li isola per sempre.
Nell'infinito dell'oceano e del cielo.
Ma è tardi ,ora il Marlin vira,punta di nuovo verso la costa.

Tra poco tutto ricomincerà.
Lui sparirà.
Nello studio ovale.
E poi ancora nelle braccia delle altre.
Lei ,invece,sprofonderà nei suoi impegni ufficiali,tra inaugurazioni di scuole,asili,ospedali,tailleur Chanel e perle al collo.
La realtà l'afferra di nuovo.
Quando il Marlin attracca al pontile,Jackie giura a se stessa che non dirà mai più a John che lo ama.
Anche se non è vero.

Ma ora il tempo si ferma...
Si ferma nello sguardo dei medici che escono dalla sala operatoria.
Il tempo precipita.
Jackie precipita.
Sono le tredici in punto a Dallas.
Il Presidente è morto.
John è morto.
Tutto finito.
Nessuna possibilità di tornare indietro,un solo secondo prima degli spari.
Quando salutava la folla e il cecchino lo aspettava,nascosto chissà dove.
Jackie pensa solo a quel momento:al suo "ti amo",quasi un urlo,mentre il sangue schizzava ovunque e lui non poteva sentirla più.
Le immagini ora si sovrappongono,incalzanti,strazianti diapositive che s'intrecciano,si accavallano senza alcun ordine cronologico,John e i suoi capelli rossi,Iohn al giuramento,John che gioca nello studio ovale con John-John,il vestito da sposa a Newport,le risate a Hyannis Port,John nel suo maglione blù,al timone ,quel pomeriggio nitido sul Marlin.
E la sua voce.
E le sue parole."Ti amo".
Ora sono tutti intorno a lei.
Medici infermieri,poliziotti,guerdie del corpo.
Piangono.
Jackie non ha lacrime ,invece.
Sussulta quando qualcuno la abbraccia.
E' Lady Bird Johnson,che tra poche ore diventerà la nuova First Lady.
Jackie si scosta.
E quando qualcuno le chiede se vuole cambiarsi ,lei si rifiuta."Voglio che tutti vedano quello che hanno fatto a John".
In una luce surreale si avvia all'uscita del Park Hospital.
Il suo dolore muto è lì:
in quel vestito rosa,eroico,tragico,chiazzato di sangue.

Come un bandiera,dopo una guerra perduta.


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